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lunedì 28 agosto 2017

I primi nove giorni del mio anno in Argentina

E' dopo nove giorni di intensa interazione con il mondo argentino che sento il bisogno di scrivere. Questo bisogno non è destato dalla nostalgia per l'Italia o dalla difficoltà di convivere con una nuova famiglia: è destato dalla voglia di condividere le emozioni che sto provando perché queste emozioni sono uniche e irripetibili.

Quando ho sporto il mio viso uscendo dall'ultimo pullman che mi ha portata a Concordia sono stata subito travolta da nuove, sconosciute voci e braccia che mi cercavano tra la folla. Guardando tra un volto e l'altro, tra bandiere di tutto il mondo che sventolavano fiere di rappresentare il proprio paese, tra sguardi e volti corrucciati, ho visto quel sorriso che cercavo di immaginare da mesi: quello di mia sorella. Facendomi spazio tra la marea di gente che si accingeva a recuperare le valigie e a trovare le proprie rispettive famiglie sono corsa tra le braccia di Siomara, la mia host sister. Subito l'host mama e l'host dad mi hanno salutata con due baci e un sorriso stampato sulle labbra e come bravi discepoli così hanno fatto anche i miei host fratellini. Stringendo fra le mani il cartello che diceva "bienvenida Gaia" abbiamo scattato la prima di una lunga serie di foto che spererei non terminasse mai.

Quella sera Luz, la mia sorellina argentina, mi ha abbracciata per la prima volta.

La mattina seguente, dopo aver accuratamente prestato attenzione ad ogni singolo movimento del letto a castello ed aver determinato con sicurezza che la mia host sister si stava alzando, sono uscita dalla mia camera per far finalmente cominciare il mio primo giorno di intercambio in Argentina. Dopo pochi minuti che mi ero seduta al tavolo della cucina ha fatto il suo ingresso in casa, e nella mia vita, una nuova figura mai vista prima: Lorena, la cugina più grande dei miei host brothers. L’aspetto che di lei più mi ha colpita è stato il sorriso e gli occhi frizzanti che si muovevano da una parte all’altra per seminare allegria. E’ stato così che mi si è sciolto quel nodo alla pancia che il giorno prima mi aveva impedito di mangiare.

Ad un certo punto Ivana, la mia mamma Argentina, ha detto “Siomara vas a buscar los aritos para Gaia”. Aveva chiesto a Siomara di cercare nell’armadio dell’ingresso degli orecchini, di quelli che lei vende, per potermeli regalare. Quando Siomara me li ha dati ho notato subito una cosa: erano uguali a quelli che mia mamma mi aveva regalato pochi giorni prima. Ero veramente a casa!

Domenica 20 agosto: dìa del nin᷉o. Dopo aver appreso che quel giorno era il “giorno del bambino” sono andata insieme a Siomara a comperare dei pensierini per Luz e Lautaro, i piccoli di casa. Siamo entrate nel negozio e dopo poco siamo uscite con una borsa contenente i due pacchetti amabilmente agghindati dal commesso. Superato lo zerbino di casa ho chiesto a voce alta “hoy es el dìa del nin᷉o, verdad?” (“oggi è il giorno del bambino vero?”) e subito Luz e Lautaro hanno smesso di fare quello che stavano facendo e mi hanno rivolto due sorrisoni pieni di curiosità e di dolcezza. Ho dato ad ognuno dei due i rispettivi regali ed entrambi mi hanno ringraziata con un bel bezito sulla guancia. Luz ha continuato per tutto il giorno a presentare a chiunque le venisse incontro il suo nuovo cellulare giocattolo della principessa Frozen, sottolineando immancabilmente quanto mi volesse bene.

Il mercoledì pomeriggio Lautaro si è messo la maglia del Padova, la mia città natale, per andare ad allenarsi con i suoi compagni di calcio e quando è tornato a casa mi ha raccontato di quanto gli piacesse e di quanto i suoi amici l’avessero apprezzata perché portava gli stessi colori del River Plate. L’ha usata per tutti gli allenamenti successivi, dopo averla rigorosamente lavata e profumata.

Sono queste le piccole cose mi stanno rendendo veramente felice, piccole semplici cose che mi fanno sentire parte di un qualcosa di grande: parte della mia host family.



1 commento:

  1. Che bello leggere queste parole.
    Direi che come inizio sei partita col piede giusto.
    Continua il tuo cammino��

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